E fu così che un cappotto di Bonpoint rimpiazzò un paio di Jimmy Choo. Ovvero: dove comprare vestiti per bambini (senza diventare poveri)

Una bambina ricca

Quando nasce una primogenita femminuccia, molte mamme, me compresa, cadono in un errore fatale: riempire l’armadio della principessa, come se fosse invitata tutti i pomeriggi a dei cocktail, tè con pasticcini, riunioni di vertici aziendali.
Un circuito pericolosissimo in cui, ahimè, si entra già a partire dal settimo mese di gravidanza, quando ti senti autorizzata a tagliare il nastro di tutte le boutique per neonati e a gettarti dentro, a capofitto, con la famigerata lista del corredino. E da lì in poi la situazione non può che peggiorare.
In più, l’acquisto di abbigliamento per bebè, non è roba da tutti. Bisogna essere molto esperti, altrimenti si compiono errori madornali.

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