La musica, i neonati e una mamma che voleva sposare Simon Le Bon

La musica, i neonati e una mamma che voleva sposare Simon Le Bon

Una reminiscenza di quando aspettavo Anna. Febbraio 2017, Auditorium Parco della Musica, al Concerto di Ezio Bosso. Arriva lui, applausi, commozione per tutto ciò che è, il suo coraggio e la lotta contro la sua malattia.

Prima di iniziare a suonare il pianoforte, dice una di quelle cose che poi ti rimangono per sempre e che certamente dirai ai tuoi figli: ” Amo la musica più di ogni altra cosa. Perché la musica ti insegna una cosa importantissima, che vale per tutta la vita: la musica ti insegna ad ASCOLTARE”
Nel momento della mia vita in cui dovrei assomigliare più ad una Milf con un figlio teen ager, che vede XFactor e mi chiede incessantemente un nuovo telefonino, mi ritrovo invece davanti ad una culla a cantare ninnanà ninnaò!


Care mamme,

vi capita mai di ritagliarvi un pomeriggio solo per voi, un paio d’ore in cui potete finalmente rilassarvi e fare una doccia che duri più di un spot su Youtube? E se sì, in quei momenti, succede che nella vostra mente continui a circolare quello stramaledettissimo ritornello che fa “Topolino, Topoletto, zumpapaà?” . Alcune di voi, si sono mai davvero chieste perché nessuno sa “Il coccodrillo come fa?” ? e, nel caso, pensate di poter sopravvivere con questa lacuna?
Sono una neomamma del 2017, cresciuta negli anni ’80. I miei primi dischi, e parlo di ELLEPI’ e musicassette, spaziavano da Michael Jackson, Steve Wonder, seguiti poco dopo da George Michael e naturalmente loro, i favolosi Duran Duran.
E mentre gli anni passavano le colonne musicali della mia vita hanno spaziato tra pop, music, elettronica, fino ad approdare, grazie al mio caro amico/fratello/mentore BB, alla amatissima classica.
E concerti, tanti concerti live. Se ci ripenso la differenza più evidente tra la mia vita di adesso e quella da giovane single era un dettaglio, apparentemente insignificante. Io allora sudavo: sudavo ai concerti, sudavo ballando, sudavo correndo sul tapis roulant. Attualmente non svolgo più nessuna delle tre attività, ma sono comunque stravolta facendo molto meno e più lentamente.
Scusate la digressione, ma quello che voglio dire oggi è che la nostra vita per fortuna cambia, ma la musica rimane (nella mia almeno) . E’ terapeutica e fa bene a grandi e piccini.


Ma quale musica?

Per chi è stato un maniaco delle compilation e scartava i fidanzati in base ai loro gusti musicali ( “si può stare con uno che ascolta i POOH??!”) è davvero difficile affrontare le nuove giornate da mamma con ritornelli a base di “Nella Vecchia Fattoria” e “Farfallina bella e bianca”. Possibile che non si possa iniziare subito con i Super Tramp, I Bee Gees o la divina, Lauryn Hill? Così, tanto per esaudire quella nostra spasmodica voglia di dare un imprinting giusto ai nostri figli (giusto per noi, s’intende) .
E sperando anche che un giorno non ci pugnalino alle spalle, scaricandosi tutta la produzione di Albano e Romina.
Il fatto è che per i bambini ciò che conta non è tanto la melodia o il testo, ma più che altro il ritmo cadenzato che le canzoni hanno ( e che le filastrocche hanno molto di più).
La ripetitività stimola l’apprendimento e li aiuta a ricordarsi le prime parole che stanno imparando. Ed ecco quindi perché quelle nenie, ripetute all’infinito. Ci entrano nel cervello rischiando di farci diventare delle psicolabili, ma hanno un senso logico, dal punto di vista pedagogico, e ahimè ci dobbiamo stare (sigh). Non voglio entrare nel merito del Metodo Gordon, di cui conosco e apprezzo l’efficacia. 

Vorrei invece parlarvi del mio personale metodo che deciso di applicare per non rimbecillirmi e andare in paranoia.
Sono arrivata ad un Compromesso con me stessa, sfoderando il mio istinto di mamma e ho scelto di ascoltare musica che rendesse felici entrambe. Mamma felice, figlia felice, no?

Vi elenco qui la selezione delle mie Top five, le 5 migliori canzoni per mamme, che possono piacere anche ai più piccoli.
Una Lista del tutto personale, ma giuro che ad Anna piacciono tanto e che, soprattutto, non riducono il mio cervello in pappa gommosa. Forse perché quando le ascoltiamo siamo abbracciatissime. E balliamo e cantiamo. E tutto il resto del mondo (coccodrilli compresi) resta fuori a guardare.
P.S. (come si usava negli anni ‘80) Alcuni testi hanno tutti un significato speciale e personalissimo, che mia figlia ora non può capire, è vero, ma poi lo capirà e lo leggerà qui.

Io e Anna – di Cesare Cremonini.


Non storcete il naso di fronte al Leader dei Lunapop perché qui la faccenda è diversa. Ci sono tante canzoni che sono dedicate ad una donna di nome Anna, ma questa è una ballad meno conosciuta delle altre, con un testo profondo e malinconico. Anche il video è insolito, tutto in bianco e nero, con la bellissima Tea Falco girato interamente a Bologna.
L’abbiamo ballata tante volte, in salotto, nei lunghi pomeriggi d’Inverno, quando non si poteva uscire per il freddo e tu ti addormentavi tra le mie braccia. Io e te, appunto. Un sogno che iniziava così:
“Se già ci apparteniamo poi, dopo che succede? Vorrei scavarti l’anima, raccontarti che si vede Non voglio dalla vita una storia qualunque Ho fatto un paio di progetti, chissà se basta” .
Sappi, bambina mia, che anche io ne avevo fatti un paio di progetti anni fa. E quando sei arrivata tu è stato come realizzarne cento. Tutti insieme.

Can’t take my eyes off of you – di Frank Valli & the Four Season, ma nella versione di Lauryn Hill


Lauryn Hill è una di quelle cantanti che sopravviverà a se stessa. Una Rapper dal timbro unico, oltre che musicista dalle performance memorabili.
Indimenticabile il suo live unplugged su MTV, un altraclassico di Youtube. Chi la conosce la ama a pazzia e sa benissimo di cosa sto parlando quando dico Everything Is Everything.
E non sono queste le parole che avevate in testa quando è nato vostro figlio e lo avete visto per la prima volta?
You’re just too good to be true
I can’t take my eyes off you
You’d be like heaven to touch
I wanna hold you so much…

Sergueï Rachmaninov Piano Concerto n°3 in D minor Op. 30, possibilmente se interpretato Daniil Trifonov


Come una fotografia – di Carl Brave feat. Francesca Michielin


Mai e poi mai avrei pensato di inserire in una mia Top five compilation un rapper trasteverino, Carlo Coraggio, detto Carl Brave. Eppure questa canzoncina, semplice, semplice, ambientata sulle rive del Tevere e videata come un cartoon dei Simpson, è di una tenerezza disarmante (come l’Orsetto Babbi, per chi ama il mitico Maccio Capatonda) e quando cerco di cantarla a memoria le parole mi si accavallano tutte in bocca e non ci riesco mai. Però mi fa pensare a te, quando fa:
Andiamo al cinema all’aperto con il cuore un po’ scoperto
Come un Polaretto sciolto nella macchina
E mentre non mi guardi ti scatto una foto
E quando poi ti sposti ti do un bacio a vuoto

Sempre e per sempre – di Francesco De Gregori


Concludo con un manifesto di Amore. Una poesia eterna che varrà sempre per tutti i figli, di tutti i tempi.
Non sarà una dedica originale, ma è il testo più autentico che potesse esprimere ciò che provo per te
Dovunque sei,
se mi cercherai
Sempre e per sempre
dalla stessa parte mi troverai  

Lo so, avrei potuto essere più raffinata nella scelta. E in un altro momento lo sarei stata sicuramente. Forse quando si diventa mamma i gusti musicali cambiano, diventi un po’ più melensa, la tua parte rocchettara si ammorbidisce, vai alla ricerca di altre sonorità che ti tengano compagnia in quei tanti momenti in cui vivi un “adesso e qui” che sai non tornerà più.
Ed è bello ricordare queste colonne sonore che si susseguono e che scandiscono i giorni passati con tua figlia. E’ bello e rassicurante, perché la musica è come l’amore per un figlio: non finisce mai.

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