Le parole di una mamma sono importanti: parliamo e scriviamo ai nostri figli

 Una lettera da una Mamma grande

I nostri figli sapranno mai come siamo stati e cosa pensavamo quando erano piccoli?

Penso che il più grande dono che ci possa dare la scrittura,sia quello di fissare un significato di un pensiero nel momento esatto in cuici arriva. Perché tra dieci anni le cose potrebbero cambiare. Potremmo cambiare idea, non ricordarcene più, non reputare così importante una determinata cosa. E allora cominciamo adesso a comunicare con loro. Le filastrocche, le ninna nanne, vanno bene, certo, ma perché non raccontargli anche chi siamo? non perdiamo tempo. POI non sarà più la stessa cosa.

Qualcuno di voi può dire di essere stato la stessa persona che oggi, il 28 Novembre del 2008? Faccio fatica a ricordarmi dove fossi e con chi.E oggi invece sono qui. E lo scrivo. Scrivo per te Anna

Cara dolce bambina mia,

ora che finalmente tuo padre mi ha regalato questo bellissimo computer eccomi da te.

Questo Blog sarà il mio diario a te dedicato. Un giorno lo  leggerai con occhi adulti e lo valuterai con una personalità che al momento si inizia solo ad intravedere ( e si salvi chi può!).

 Al pensiero mi scorre un brivido lungo la schiena. In genere le mamme scrivono lettere ai figli quando sanno che stanno per morire oppure hanno già le valigie pronte per svignarsela con l’amante.

Niente panico, non è questo il caso, amore mio. Voglio solo raccontartie raccontare a me stessa tutti i momenti che abbiamo passato insieme, ancheprima che nascessi. E’  che la scrittura è una cura per l’anima, la mia almeno. Butto giù le parole e ripercorro tanti momenti della mia vita . E così evito anche di dimenticarmene. Già non mi sembra vero di vederti nella culla, la mattina, con un’espressione diversa ognigiorno: buffa, dolce e già piena di tanti pensieri che a breve mi comunicherai(non vedo l’ora).

Sto cercando di mettermi nei tuoi panni, di quando sarai grande. Cosa vorresti sapere? Ti farà piacere leggere com’erano tua madre e tuo padre ? cosa facevano, di cosa parlavano, come avevano vissuto? È strano scriverti tutto questo, non avendo la minima idea di cosa penserai di noi. Voglio che tu sappia ci stiamo impegnando per essere dei bravi genitori. Nessuno dei due è una persona perfetta, abbiamo trascorso molto tempo della nostra vita facendo altre cose, studiando, viaggiando, divertendoci con gli amici e leamiche.

Siamo stati in Africa, inGiappone, nelle Stati Uniti, più o meno in tutta Europa, prima di conoscerci.Poi insieme, a Bali, il nostro primo viaggio insieme, il più divertente della mia vita, in Marocco, in Svizzera, tante volte in Sicilia e ora che seiarrivata tu non vediamo l’ora di mostrarti tutti i posti magnifici che abbiamovisitato e vederne di nuovi con te.

Spero che tu non ci chieda di portarti a Disneyland, oppure in altri posti del genere. So che ci sarà un momento della tua vita in cui troverai inspiegabile non avertici portato, ma vorrei tanto che un giorno tu possa capire perché ed essere fiera di noi per questo. Posso dirti fin da ora che ti faremo vedere paesaggi, strade, boschi, castelli, case e foreste infinitamente più belli.

Che poi tutti questi “vorrei, spero, mi piacerebbe che” non conteranno niente quando sarai grande, perché ad un certo punto seguirai la tua strada, infischiandone di quello che avremmo voluto che diventassi (sorrido mentre lo scrivo)

Ometterò molte cose in questi racconti, molte non le ritengo importanti, altre non ho forse il coraggio di confessarle a me stessa.

Per esempio, vorresti sapere davvero come si sono conosciuti Mamma e Papà?

 Era un afosissimo Marzo del 2016, , al compleanno della Zia Barby. Io avevo un vestito di jeans abbastanza stravagante e che spero di averti conservato e lui si presentò ad un certo punto, con quell’aria “passavo di qui, ma per decidere cosa mettermi c’ho messo un’ora”

Parlammo per più di un’ora del nulla. Di verdure, mi sembra, o di qualcosa che per me aveva interesse= ZERO, ma tuo padre era così tenero, timido a gentile che mi faceva sorridere con benevolenza.

La situazione cambiò radicalmentequando ci vedemmo qualche giorno dopo in un bar, in centro. Decisi di dargli appuntamento lì pensando di facilitargli la vita. Ricordati una cosa cara Anna:un pariolino che si rispetti non frequenta mai e poi mai Roma Sud e a mala penail centro storico. Il suo raggio d’azione è tra i cap 00197 e 00198. La miainfatti si rivelò subito una scelta borderline ed infatti per trovare il luogoprefissato, ci mise un’ora in più del previsto.

Il ritardo clamoroso e semi imperdonabile, un mutismo legato ad un improvvisto problema di lavoro e unagoffagine senza limiti (poi diventata la caratteristica che amo più di lui)trasformarono quell’appuntamento nell’evento più tragicomico della mia vita.

Dopo una settimana vivevamo insieme a casa sua.

Sii sempre curiosa amore mio, non dare per scontato quello che senti in giro, alla tv o leggi su Internet. Una delle cose meravigliose dell’essere diventata mamma è che hai tanti più motivi per leggere, scoprire imparare e trasmettere a tua figlia. Voglio raccontarti tante cose (non mi piace la parola insegnarti) e voglio sapere il perché di ogni cosa, perché prima o poi me lo chiederai e per te non voglio essere impreparata. 

Voglio che tu sia orgogliosa della tua mamma, perché la nostra vita insieme è inziata da poco, ma tu ci hai già dimostrato di essere incredibilmente forte e coraggiosa.

Si dice che a volte  i miracoli possono accadere . E si dice anche che ciascun di noi ha un angelo Custode. Io ho sempre pensato, fin da quando ti aspettavo che la tua super Bis nonna Anna ti avrebbe protetta . Ti ho voluto chiamare come Lei proprio per questo, come se fosse un patto d’onore . E lei questo patto lo ha mantenuto

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