Mamma poi

Ad un certo momento della vita da single, ti chiudi in una specie di bolla.
Lavoro, uscite, amici, flirt, viaggi. Il tempo scorre velocemente . Tu lo sai che stai procedendo alla velocità della luce, ma fai finta di niente e lo sai perché? semplicemente perché è divertente, divertentissimo.
Credo che, dopo la Casa di Barbie e Ciccio bello canterino, giocare ad impersonare Carrie Bradshow abbia rallegrato la maggior parte delle mie coetanee per tanti anni.
Quel gingillarsi intorno a se stesse, nel più fragoroso tripudio al nostro IO, ci piaceva assai assai.

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E fu così che un cappotto di Bonpoint rimpiazzò un paio di Jimmy Choo. Ovvero: dove comprare vestiti per bambini (senza diventare poveri)

Una bambina ricca

E’ nata finalmente una primogenita femminuccia e molte mamme, me compresa, cadono nell’Errore fatale: riempire l’armadio dell’Infanta come se fosse invitata tutti i pomeriggi a dei cocktail, tè con pasticcini, riunioni di vertici aziendali.
Un circuito pericolosissimo in cui, ahimè, si entra già a partire dal settimo mese di gravidanza, quando ti senti autorizzata a tagliare il nastro di tutte le boutique per neonati e a gettarti dentro, a capofitto, con la famigerata lista del corredino. E da lì in poi la situazione non può che peggiorare.
In più, l’acquisto di abbigliamento per bebè, non è roba da tutti. Bisogna essere molto esperti, altrimenti si compiono errori madornali.

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5 buoni motivi per far crescere un figlio in Provincia

Ciao a tutti e Buon Anno
La mia assenza è stata riempita dalle consuete vacanze di Natale, trascorse in una Città che, per motivi familiari ho scoperto da poco: Mantova.
Ecco la mia definizione, non esattamente wikipediana del luogo: Città Lombarda, dall’aria perennemente crepuscolare, anche nelle giornate di sole intenso. 49.000 abitanti appena, persone gentili, seppur poco interessate ai turisti che la visitano, in quanto ciascuno di essi sa di poterne fare perfettamente a meno. Già questo la rende tre volte più chic di Roma, che senza le vagonate di turisti che sbarcano giornalmente dai pullman hop on hop off, raggiungerebbe un PIL pressoché simile a quello di Sezze Scalo (con tutto il rispetto per Sezze Scalo).

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Trigonocefalia: una storia

Tempo fa riflettevo sul nome da dare a questo Blog ed ad un tratto mi è venuto questo semplicissimo avverbio, POI, da aggiungere alla parola Mamma.
Questo Poi può contenere tante cose postposte ad un tempo successivo e indefinito. Cose che non ti aspetti, belle e brutte, cose che non vuoi affrontare per paura o pigrizia, cose a cui non vuoi neanche pensare, ma solo perché non sai che esistono.
E in effetti proprio oggi ho deciso di raccontarvi una storia, per fortuna a lieto fine, che fin ora mi ero tenuta per me e per pochissimi amici. Persone che, con la loro presenza discreta, ci hanno reso un po’ meno cupo un momento che nessuno di noi avrebbe mai messo nel calendario della propria vita.

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La musica, i neonati e una mamma che voleva sposare Simon Le Bon

La musica, i neonati e una mamma che voleva sposare Simon Le Bon

Una reminiscenza di quando aspettavo Anna. Febbraio 2017, Auditorium Parco della Musica, al Concerto di Ezio Bosso. Arriva lui, applausi, commozione per tutto ciò che è, il suo coraggio e la lotta contro la sua malattia.

Prima di iniziare a suonare il pianoforte, dice una di quelle cose che poi ti rimangono per sempre e che certamente dirai ai tuoi figli: ” Amo la musica più di ogni altra cosa. Perché la musica ti insegna una cosa importantissima, che vale per tutta la vita: la musica ti insegna ad ASCOLTARE”
Nel momento della mia vita in cui dovrei assomigliare più ad una Milf con un figlio teen ager, che vede XFactor e mi chiede incessantemente un nuovo telefonino, mi ritrovo invece davanti ad una culla a cantare ninnanà ninnaò!

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Le parole di una mamma sono importanti: parliamo e scriviamo ai nostri figli

 Una lettera da una Mamma grande

I nostri figli sapranno mai come siamo stati e cosa pensavamo quando erano piccoli?

Penso che il più grande dono che ci possa dare la scrittura,sia quello di fissare un significato di un pensiero nel momento esatto in cuici arriva. Perché tra dieci anni le cose potrebbero cambiare. Potremmo cambiare idea, non ricordarcene più, non reputare così importante una determinata cosa. E allora cominciamo adesso a comunicare con loro. Le filastrocche, le ninna nanne, vanno bene, certo, ma perché non raccontargli anche chi siamo? non perdiamo tempo. POI non sarà più la stessa cosa.

Qualcuno di voi può dire di essere stato la stessa persona che oggi, il 28 Novembre del 2008? Faccio fatica a ricordarmi dove fossi e con chi.E oggi invece sono qui. E lo scrivo. Scrivo per te Anna

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Letture in gravidanza: una scelta di pancia

Letture in gravidanza

Oggi vi racconterò perché mentre ero incinta non ho praticamente toccato quelle che vengono definite “Le bibbie dell’Attesa”. Senza nulla togliere al celeberrimo “Cosa aspettarsi quando si aspetta” (Heidi E. Murkoff e Sharon Mazel), o il solenne “Grande Libro Italiano per la gravidanza” di Laura De Laurentis (ma in cosa differirà dal Grande Libro Olandese?!). Ottimi manuali pronti all’uso, più che altro per sedare le future mamme di tutte le età. Il mood è più o meno quello dell’Andrà tutto bene, non preoccuparti.
Ok, fin dalle prime pagine avevo deciso che non era roba per me perché detesto l’accondiscendenza che serpeggia tra quelle righe… Sì, è vero, mi sento anche io così, ma se leggo di nausee, perdite, stanchezza, fame incontenibile e bla bla bla, probabilmente non farò altro che pensarci tutto il tempo e tutti questi disagi si presenteranno a turno, o tutti insieme,  come richiamati da una sorta di seduta spiritica con il mio inconscio.

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Mamma over: cosa NON aspettarsi quando si aspetta

Essere mamma a 45 anni

Anni fa, sentii in Tv un’attrice comica pronunciare questa battuta:
“Non capisco perché quando una è incinta si dice In stato interessante, visto che poi alla fine non gliene frega niente a nessuno! “
Ammettiamolo, quando il pancione comincia a farsi vedere, il nostro modo di incedere diventa fiero e spavaldo, quasi come quello di Peter Parker, quando aveva scoperto di avere i super poteri trasformandosi in Uomo Ragno.
Non lo vedete che aspetto un bambino? fatemi largo, il mondo è mio . Anche io, appena compiuti 44 anni mi sentivo così: ehi guardatemi! Vi rendete conto???… ma la realtà è un’altra e dovetti presto ricredermi.

E quindi oggi vi parlerò dei Pro e i contro di una gravidanza in tarda età e di come tutelarsi, anche legalmente, contro tutte le avversità che purtroppo potranno nascere quando rimarrete incinta

A parte l’entusiasmo incredulo, ma pur sempre sincero, di parenti e amici, il resto del mondo, udite, udite, non era lì ad acclamare la lieta novella. Niente tappeti rossi e niente piogge di petali al mio passaggio.

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